FILE PHOTO - A journalist takes a picture of the new 50 Euro banknote with a mobile phone during the presentation of the new bill at the European Central Bank (ECB) headquarters in Frankfurt April 4, 2017. REUTERS/Kai Pfaffenbach
Economia

Anteprima BCE: niente di nuovo dal fronte del QE, focus sull’euro

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Giovedì con il meeting della Banca centrale europea, come spesso accade, tra i più importanti eventi economici da tenere d’occhio, con le decisioni sui tassi di interesse e sulla politica monetaria, seguiti dalla consueta conferenza stampa della presidente, Christine Lagarde. Sarà possibile seguire in diretta su Investing.com le parole di Lagarde come ormai da nostra tradizione.

Il programma di acquisti
L’ultimo vertice della BCE svoltosi a dicembre si era concluso con la decisione di un aumento degli acquisti di 550 miliardi di dollari, estendendone anche la durata fino al marzo 2022. Vista la decisione arrivata da poco, “nessuno si aspetta che la BCE decida di aumentare gli acquisti”, prevede Kathy Lien, analista di BK Asset Management.

Stesse previsioni da Peter Allen Goves, Fixed Income Research Analyst di MFS Investment Management, il quale sottolinea che “l’accomodamento monetario rimane considerevole e il PEPP è già stato aumentato e ampliato a dicembre”.

Inflazione
Secondo Goves, l’inflazione potrebbe giocare un ruolo importante nelle decisioni della BXE. “Per varie ragioni, l’inflazione dell’area euro potrebbe aumentare nel breve termine ed è probabile che la BCE veda con favore il rialzo di alcuni indici che misurano le aspettative d’inflazione. Detto questo, l’andamento dei prezzi sottostanti è da tempo contenuto e la stessa proiezione della BCE per l’inflazione nel 2023 è solo dell’1,4%”.

Secondo Anatoli Annenkov, economista di Société Générale (PA:SOGN), “Un obiettivo più realistico, (piuttosto) che puntare a un’inflazione del 2% con due o tre anni di anticipo, è quindi quello di concentrarsi sulla protezione di condizioni finanziarie favorevoli, al minor costo possibile, consentendo al contempo un periodo più lungo per l’inflazione di convergere all’obiettivo”.

L’euro forte
“La vera domanda è se Lagarde metterà pressione sull’euro”, aggiunge Kathy Lien, in quanto la forza della moneta unica sarà certamente al centro della riunione dell’istituto centrale.

Lagarde ha recentemente affermato che la BCE sarà “estremamente attenta” ai movimenti dei cambi e al suo impatto sui prezzi al consumo. Il governatore francese François Villeroy de Galhau ha anche aggiunto la necessità di esaminare eventuali effetti negativi della forza dell’euro sull’inflazione.

“Generalmente i funzionari monetari dell’UE rimangono fuori dai mercati valutari preferendo che i tassi di cambio fluttuino liberamente”, spiega Boris Schlossberg di BK Asset Managment, il quale però mette in guardia: “la recente debolezza del dollaro ha spinto l’EUR/USD a un livello scomodo per l’economia dell’UE guidata dalle esportazioni e c’è qualche speculazione che la signora Legarde possa provare ad abbassare il prezzo dell’euro. Ma dato il fatto che non ha raggiunto il tasso veramente preoccupante di 1,2500 o superiore, la sua risposta potrebbe essere più contenuta di quanto il mercato pensi”.

“Lagarde”, aggiunge l’esperto, ““potrebbe decidere di essere più cauta per non entrare in conflitto con la signora Yellen che ha notato questa settimana nella sua testimonianza che preferisce che i tassi di cambio siano fissati dal mercato”.

In entrambi i casi, conclude, “è improbabile che le osservazioni della signora Lagarde oggi creino una grande reazione del mercato, dato che quasi certamente riaffermerà che la politica della BCE rimarrà il più accomodante possibile, in modo che i governi dell’UE possano continuare a fornire pacchetti fiscali di soccorso durante le chiusure di COVID. Ciò implica che la BCE continuerà a praticare il controllo della curva dei rendimenti ombra per mantenere bassi i tassi a lungo termine in tutta la regione – in particolare le economie meridionali di Italia e Spagna che sono state colpite in modo particolarmente duro dalla ricomparsa della COVID e dall’instabilità politica”.

Le previsioni sulla crescita
Un possibile immobilismo della BCE potrebbe essere accompagnato alle previsioni di crescita dell’Eurozona, non diverse da quelle di dicembre, quando aveva già rivisto al ribasso le aspettative per il 2021.

La banca centrale aveva previsto cinque settimane fa che l’area dell’euro sarebbe cresciuta del 3,9% nel 2021, del 4,2% nel 2022 e del 2,1% nel 2023 dopo un crollo del 7,3% lo scorso anno

“Da allora, le nuove varianti di coronavirus e l’aumento dei casi nei paesi della zona euro hanno spinto al prolungamento dei lockdown in corso”, sottolinea Kathy Lien.

“Tuttavia, i dati non sono stati così terribili riguardo alla produzione industriale, all’indice ZEW e gli indici PMI. L’inflazione, d’altra parte, resta molto bassa, con l’IPC armonizzato in calo a -0,3% su base annua a dicembre, molto al di sotto delle previsioni del 2%. I consumatori, le imprese e gli investitori sperano che con un’ulteriore distribuzione del vaccino si riuscirà a svoltare l’angolo”.

Lagarde “parlerà di una forte ripresa post-COVID-19 esprimendo i timori sull’impatto delle restrizioni sulla crescita economica nel breve termine. La domanda è se la Presidente della BCE Christine Lagarde metterà pressione sull’euro”, conclude Kathy Lien.

“Tra le probabili aree d’interesse per le Q&A potrebbe esserci la Strategy Review, la necessità di mantenere ‘condizioni di finanziamento favorevoli’ e la modalità con cui la BCE continua a monitorare il tasso di cambio dell’euro”, commenta Goves.

“Per quanto riguarda le principali implicazioni di mercato, la politica della BCE si sta dimostrando vincente e molto accomodante. Il rendimento a 10 anni dell’area euro ponderato per il PIL rimane negativo e basso, mentre gli spread EGB sono generalmente contenuti. Pertanto, su base cross market, i rendimenti dei titoli di stato dei paesi europei core tendono a sovraperformare rispetto ai Treasury americani e, probabilmente, continueranno a farlo nel prossimo periodo”, prevede Goves.

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