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Bitcoin: volatilità ai minimi da 9 mesi

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Dopo essersi lasciati alle spalle la terza settimana consecutiva che si è caratterizzata per il maggior numero di giorni al ribasso, come non avveniva dallo scorso novembre, i mercati tentano di salire anche se al momento, pur segnando la seconda giornata consecutiva al rialzo, il segnale rimane timido, mentre la volatilità di Bitcoin resta ai minimi da 9 mesi.
Dalla parte opposta c’è da evidenziare Compound (COMP), in 23° posizione, che perde il 2,5%. Dopo l’euforia registrata nelle prime ore del lancio di token della governance della leader del settore DeFi, con un rialzo di oltre il 500%, Compound segna uno storno che ha segnato anche un -50% dai massimi registrati il 21 giugno.

In questi ultimi giorni oscilla tra i 220 e i 260 dollari, provando a stabilizzare il suo valore in questo range.

Attualmente si trova a 230 dollari, segnando il 40% dai massimi registrati il 21 giugno, 4 giorni dopo dal lancio della quotazione del token. Tra i principali rialzi di giornata oggi sul podio c’è Elrond (ERD) che con un balzo del 12% entra per la prima volta nella classifica delle migliori 100 capitalizzate con un market cap di poco più di 53 milioni di dollari.

Elrond è un progetto con un team di nazionalità romena che sviluppa un’infrastruttura blockchain scalabile che mira ad elaborare oltre 10.000 transazioni al secondo, con un algoritmo Proof of Stake, un meccanismo di consenso veloce, efficiente e sicuro.

Elrond nei giorni scorsi ha toccato 0,0065 dollari, andando a stabilire il massimi più alto dell’ultimo anno. Da questo massimo sono prevalse le prese di beneficio che hanno spinto i prezzi a 0,0043 dove poi è iniziato il recupero del prezzo che ora è a metà strada tra questi valori, a 0,005 dollari.

Dai minimi di marzo Elrond sfiora un guadagno del 900% con il valore moltiplicato di 10 volte, entrando per la prima volta nella classifica delle prime 100 capitalizzate.

La capitalizzazione di mercato torna poco sotto la soglia dei 260 miliardi di dollari, con Bitcoin che oscilla poco sotto il 65%.

Stabilizza la sua dominance anche Ethereum che rimane nei livelli del fine settimana, dopo aver fallito il recupero sopra il 10%. XRP torna nuovamente sotto la soglia del 3%, livello più basso degli ultimi 3 anni, andando a sfiorare il minimo della scorsa settimana.

Il volume totale degli scambi rimane poco sotto la soglia dei 50 miliardi di dollari.
Bitcoin (BTC) ai minimi di volatilità
Bitcoin continua ad oscillare noiosamente tra i 9.000 e i 9.100 dollari. I volumi per Bitcoin, dopo aver toccato il secondo livello più basso dallo scorso febbraio, tornano a scambiare sopra 1,3 miliardi in controvalore in dollari, sotto la media dell’ultimo mese.

La volatilità per Bitcoin continua ad aggiornare di un decimale i minimi degli ultimi 9 mesi. Era da fine dicembre 2019 che non si registrava volatilità sotto il 2,18%. I prezzi del Bitcoin continuano ad oscillare poco sopra la soglia dei 9.000 dollari evidenziando l’importanza dei minimi registrati durante il weekend, 9.300 dollari.

A 8.900 dollari si stanno accumulando le posizioni di copertura delle opzioni. Le put tornano a salire dopo la chiusura di venerdì scorso che ha visto dimezzare l’open interest sul valore aggregato di tutte le opzioni, in particolare sulle due principali piazze che offrono questo strumento delicato, Derebit e CME.

Gli scambi delle put tornano a salire evidenziando dalla parte opposta riposizionamenti call tra i 9.800 e 10.100 dollari, livelli che coincidono con i massimi relativi registrati nella seconda decade di giugno, tra il 10 e l’11 giugno.

Giugno si avvia a concludersi per Bitcoin come un mese leggermente negativo, con una perdita di circa il 3%.

A giugno il primo giorno di scambi aveva registrato il massimo più alto dell’ultimo quadrimestre andando a toccare i 10.400 dollari, andando a sfiorare per pochi dollari il massimo annuale registrato alla metà di febbraio, 10.490 dollari. Un doppio massimo da inizio anno.

È necessario in questa fase laterale con una volatilità ai minimi degli ultimi 9 mesi alzare i livelli di guardia. I livelli da monitorare con attenzione nelle prossime ore e giorni sono quelli dove emergono la maggioranza delle opzioni put recentemente aperte (8.750-8.950 dollari), mentre al rialzo sono i 9.650-10.100 dollari, dove prevalgono le posizioni call aperte, un range più ampio.
Ethereum (ETH)
Nonostante l’uscita dal canale rialzista avvenuta con la rottura venerdì scorso della neckline inferiore dei 230 dollari, i prezzi stanno mantenendo bene il supporto dei 215 dollari, dove durante la discesa del weekend è prevalso il ritorno degli acquisti che anche su Ethereum tuttavia rimangono bassi, con volumi di scambio inferiori alla media del mese di giugno.

Nella giornata di ieri e durante il weekend Ethereum ha scambiato poco, restando nella media dell’ultima settimana. Al momento ETH sta mantenendo meglio la fase laterale presente da fine maggio. Per Ethereum è necessario dare un segnale che potrebbe attirare nuovi acquisti, come il recupero dei 235-240 dollari, per poi andare ad ambire a recuperare i massimi registrati nelle prime ore di giugno, a 254 dollari.

Al contrario, un segnale di debolezza arriverebbe con la rottura al ribasso dei 215 dollari, soglia che negli ultimi 15 giorni si è dimostrata un livello difensivo da parte dei Tori che per ben due volte hanno reagito positivamente all’attacco del test dei 215 dollari, il 15 e il 27 di giugno.

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