Economia

Come l’idrogeno può rivoluzionare il mondo dei trasporti

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Candriam sottolinea come nuovi tipi di carburante, come l’H2, ricoprano un ruolo fondamentale nel raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ma è necessario ridurre i costi
Il mercato dell’idrogeno è in continuo sviluppo. I recenti progressi tecnologici stanno facendo dell’H2 un potenziale catalizzatore per chiudere il ciclo di creazione dell’energia rinnovabile e numerosi investitori stanno puntando sul settore. Le fonti di energia a zero emissioni di carbonio, tra cui nuovi tipi di carburante e tecnologie per il trasporto stradale e aereo, ricopriranno un ruolo fondamentale nel raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi: contenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia di 2 °C.

L’IDROGENO PER IL SETTORE DEI TRASPORTI
Il settore dei trasporti è responsabile di un quarto di tutte le emissioni dirette di CO2 del pianeta. Auto, autobus e moto sono responsabili di tre quarti di queste, mentre il resto proviene dall’aviazione e del trasporto merci. La modalità più efficiente in termini di emissioni di carbonio è il trasporto su rotaia, che rappresenta solo il 2% dell’intero consumo energetico del settore. L’Unione Europea vuole incoraggiare i produttori a esplorare alternative ai motori a combustione inquinanti. Le spese di investimento per lo sviluppo di nuovi veicoli a benzina o diesel sono attualmente i più bassi, ma secondo gli esperti di Candriam i motori a idrogeno nei prossimi 10 anni consentiranno di ridurre notevolmente i costi.

VEICOLI LEGGERI E PESANTI
Per i veicoli leggeri, le celle a combustibile basate sull’idrogeno non rappresentano ancora un’opzione economica, quindi L’H2 potrebbe diventare un’alternativa alla combustione e ai motori elettrici solo intorno al 2030, in base a scenari di riduzione dei costi. Per quanto riguarda invece il trasporto ‘pesante’, le dimensioni della batteria elettrica ne limitano la praticità. Ad esempio, per un autocarro elettrico da 40 tonnellate con un’autonomia di 500 km è necessaria una batteria da otto tonnellate. In tal caso Candriam sottolinea come l’idrogeno potrebbe rappresentare una soluzione, poiché fornisce un’energia per kg tre volte superiore a quella del diesel, pur con serbatoi più pesanti. Infatti i progetti per i semirimorchi alimentati a idrogeno sono già in fase avanzata.

AEREI, NAVI E TRENI
Sia gli aerei che le navi sono responsabili del 2,5% delle emissioni globali di CO2. Nel caso degli aerei però gli esperti ritengono che le stime dovrebbero essere almeno raddoppiate poiché anche il vapore rilasciato in alta quota è un pesante gas serra. In questo senso per Candriam i combustibili liquidi a base di idrogeno potrebbero offrire un’alternativa al carburante. Questo richiederebbe però cambiamenti nella progettazione e nell’infrastruttura degli aerei. L’idrogeno quindi sembra ben lungi dall’essere in grado di sostituire il cherosene: gli scenari più ottimistici prevedono che diventerà una valida alternativa non prima del 2045. Per quanto riguarda le navi, la compagnia di navigazione Maersk è stata la prima a puntare alla neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2050, che però richiederebbe navi a zero emissioni entro il 2030. Il trasporto su rotaia è già tra i più efficienti dal punto di vista energetico, poiché rappresenta solo il 2% del consumo del settore e solo lo 0,3% delle emissioni di CO2. Sono comunque in fase di sperimentazione e sviluppo treni a idrogeno.

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