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Greggio estende guadagni nonostante aumento scorte Usa

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LONDRA (Reuters) – I prezzi del greggio avanzano ed estendono i guadagni di ieri, grazie al miglior appetito al rischio nonostante un inatteso aumento delle scorte statunitensi di greggio e un debole outlook per la domanda a causa delle crescenti infezioni da Covid-19.

Intorno alle ore 11,20 italiane, i futures sul Brent guadagnano 1 dollaro, o l’1,4%, a 70,37 dollari il barile, dopo aver toccato i minimi di sessione a 68,63 dollari il barile.

I futures sul greggio Usa avanzano di 91 centesimi, o dell’1,4%, a 68,11 dollari il barile, dopo aver toccato in sessione i 66,44 dollari il barile.

I prezzi del greggio sono calati lunedì dopo che l’Opec+ ha raggiunto un accordo per aumentare l’offerta di 400.000 barili al giorno per ogni mese da agosto a dicembre. Il sell-off è stato peggiorato dai timori per l’aumento dei contagi della variante Delta del coronavirus in importanti mercati come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Giappone, a danno della domanda.

La sessione è stata zavorrata ulteriormente da un potenziale aumento delle scorte di greggio Usa.

Secondo due fonti di mercato, citando i dati Api, le scorte statunitensi di greggio sono aumentate di 806.000 barili nella settimana fino al 16 luglio.

Gli analisti intervistati da Reuters avevano previsto un forte calo delle scorte. I dati ufficiali Eia sono previsti oggi pomeriggio.

Secondo gli analisti JPMorgan, la domanda globale dovrebbe risultare in una media 99,6 milioni di barili al giorno ad agosto, in rialzo di 5,4 milioni di barili al giorno da aprile.

Tuttavia, hanno anche affermato che “vediamo una ripresa della domanda nel quarto trimestre pari solo a un aumento di 330.000 unità, rispetto allo scenario base normalizzato per il 2019, con l’arrivo dell’inverno nell’emisfero settentrionale e superata la stagione turistica estiva”

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