Una pompa petrolifera nel bacino del Permiano nella contea di Loving, Texas, 24 novembre 2019. REUTERS / Angus Mordant
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Greggio in calo malgrado outlook economico incoraggiante

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LONDRA (Reuters) – I prezzi del greggio calano malgrado le prospettive di una crescita globale più robusta, mentre le trattative per rilanciare l’accordo sul nucleare iraniano aprono alla possibilità di un allentamento delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio del paese.

Alle 11,15 i futures sul Brent cedono lo 0,30% e sono scambiati a quota 62,51 dollari a barile, mentre i futures sul greggio Usa perdono lo 0,54% a 50,01 dollari a barile.

Entrambi i prezzi si trovavano in territorio positivo a inizio delle contrattazioni, supportati da dati economici in miglioramento.

Il Fondo Monetario Internazionale nella giornata di ieri ha rivelato che la spesa pubblica senza precedenti dovuta alla lotta alla pandemia, spingerà quest’anno la crescita globale al 6%, un tasso mai toccato dagli anni ’70.

D’altro canto, un possibile aumento delle scorte di carburante negli Usa e le trattative con l’Iran pesano sui prezzi.

Le riserve di greggio degli Stati Uniti sono calate di 2,6 milioni di barili nella settimana terminata il 2 aprile, mentre le scorte di carburante sono aumentate di 4,6 milioni di barili e quelle di greggio distillato di 2,8 milioni di barili, secondo tre fonti che hanno citato l’American Petroleum Institute (Api).

I dati ufficiali saranno pubblicati nella giornata di oggi.

L’Iran e gli Stati parte al trattato sul nucleare si sono incontrati per delle trattative “costruttive” nella giornata di ieri, e hanno concordato la formazione di gruppi di lavoro per discutere la possibilità di rilanciare il trattato del 2015, il che potrebbe spingere Washington a rimuovere le sanzioni sul settore energetico iraniano, aumentando l’offerta di petrolio.

I prezzi del petrolio avevano subito un calo all’inizio di questa settimana dopo l’annuncio che l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) e gli Stati alleati, gruppo noto come Opec+, avevano concordato una graduale eliminazione dei tagli alla produzione di petrolio a partire da marzo.

Gli analisti tuttavia hanno spiegato che difficilmente l’aumento dell’offerta avrà un impatto sul ribilanciamento del mercato.

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