El dólar se apreciará contra las principales monedas en los próximos meses, mostró un sondeo de Reuters, pero no lo suficiente como para compensar las pérdidas que sufrió recientemente ni alcanzará los niveles vistos cuando la Reserva Federal decidió elevar sus tipos de interés a finales de 2015. En la imagen, un hombre pasea frente a un cartel publicitario de una oficina de cambio de divisas, en cuya fachada se aprecia la imagen del dólar, en el Cairo, Egipto, el 21 de febrero de 2016. REUTERS/Mohamed Abd El Ghany
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Il dollaro si stacca dai minimi, la Fed resta accomodante

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Investing.com – Il dollaro sale negli scambi della mattinata europea di questo venerdì, ma resta ancorato al minimo di due settimane, sulla scia dei dati deludenti sull’occupazione e di una Federal Reserve che non mostra alcuna intenzione di voler cambiare la sua politica monetaria super-allentata.

Alle 1030 CEST l’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei valute, sale dello 0,24% a 92,28, dopo essere sceso al minimo di 92,037 questa mattina per la prima volta dal 23 marzo. L’indice è sceso di circa lo 0,8% questa settimana, il calo maggiore finora nel 2021.

Il cambio USD/JPY sale dello 0,2% a 109,47, la coppia EUR/USD scende dello 0,2% a 1,1888, ma resta in rialzo di oltre l’1% questa settimana, mentre il cambio AUD/USD va giù dello 0,7%, dopo l’avvertimento della banca centrale australiana circa un eccessivo rischio di prestito.

L’aumento del rendimento dei Buoni del Tesoro USA, tra le aspettative che una forte ripresa economica ed un rialzo dell’inflazione costringeranno la Federal Reserve a limitare la sua politica monetaria super-allentata prima del previsto, ha comportato un considerevole rialzo per il dollaro nello scorso trimestre.

Tuttavia, questa tendenza ultimamente è cambiata. I dati settimanali sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione ieri hanno in realtà rivelato che la disoccupazione statunitense è inaspettatamente aumentata la scorsa settimana, mentre dai verbali dell’ultimo vertice della banca centrale USA è emerso che i funzionari resteranno fedeli ad una politica monetaria di supporto ancora per un po’.

Il Presidente della Fed Jerome Powell ha proseguito il discorso durante la conferenza virtuale del Fondo Monetario Internazionale ieri, affermando che la politica non cambierà fino a quando non ci sarà una serie prolungata di forti dati economici, mentre il membro del consiglio James Bullard ha dichiarato che la Fed non dovrebbe neanche parlare di cambiamenti fino a quando non sarà chiaro che la pandemia è finita.

“Ci aspettiamo che questa Fed super-accomodante alla fine pesi sull’USD avviandoci verso l’estate”, scrivono gli analisti di ING in una nota.

Intanto, il cambio GBP/USD scende dello 0,4% a 1,3674: sulla sterlina pesano i crescenti timori per il fatto che il Regno Unito fa affidamento sul vaccino di AstraZeneca (NASDAQ:AZN) per proseguire il suo programma di vaccinazione di successo.

Il vaccino è perseguitato dalle preoccupazioni per la sicurezza a causa dei collegamenti con rari problemi di coagulazione del sangue. Sia gli enti regolatori sanitari UE che britannici hanno dichiarato questa settimana che i benefici del farmaco continuano a superare i rischi, ma numerosi paesi ne hanno limitato l’utilizzo. Il Regno Unito stesso ha consigliato l’utilizzo di altri vaccini, ove possibile, per i più giovani.

“GBP al momento è il long più speculativo nel mondo Forex G10 in base ai dati di CFTC”, aggiunge ING, “il che ha chiaramente esagerato l’impatto dei timori per la vaccinazione”.

Intanto, il cambio USD/CNY è salito dello 0,1% a 6,5569 dopo che la Cina ha pubblicato dati sugli indici sui prezzi al consumo e sui prezzi alla produzione, relativi al mese di marzo, più forti del previsto questa mattina. L’indice IPC è salito dello 0,4% su base annua, mentre l’indice IPP ha visto un balzo del 4,4%, il più veloce in due anni e mezzo.

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