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Inflazione, Kazakistan e GME – Cosa sta succedendo sui mercati

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Ancora una volta l’inflazione europea ha registrato un tasso annuale record a causa dei prezzi energetici. In Cina, la banca centrale è sempre più preoccupata dal liquidity crunch del settore immobiliare, mentre in Kazakistan le forze dell’ordine ripristinano l’ordine con l’uso della forza. Ecco le notizie principali sui mercati finanziari di questo venerdì 7 gennaio:

1. Inflazione record

L’inflazione annuale dell’Eurozona è accelerata a nuovi record a dicembre toccando il +5,0%, aumentando le pressioni sulle prossime mosse della Banca centrale europea, divisa tra continuare a supportare l’economia e arginare le ricadute sui consumatori.

Dopo la riunione di dicembre, la presidente Lagarde ha affermato che l’inflazione “rimarrà al di sopra del due per cento per la maggior parte del 2022”, ma l’aumento dei prezzi non è limitato alle componenti dell’energia e degli alimenti, con i prezzi al consumo core aumentati del 2,6% su base annua.

Tuttavia, le aspettative delle imprese per l’aumento dei prezzi si è ridotto per la prima volta in oltre un anno. Il più ampio indicatore dell’Economic sentiment è calato per il secondo mese consecutivo ai minimi da maggio 2021, a 115,3 punti.

I rendimenti dei titoli di stato tedeschi, che giovedì hanno toccato il massimo in quasi due anni, sono rimasti pressoché fermi dopo la notizia, ma gli spread sui bond periferici hanno continuato ad ampliarsi, con spread sul Btp verso a 139 punti base.

2. Pechino in soccorso

Secondo Bloomberg, la banca centrale cinese ha invitato gli istituti di credito ad accelerare sui prestiti al settore immobiliare allentando alcune restrizioni sui requisiti, un segnale che, secondo gli analisti, mostra una crescente preoccupazione di Pechino per la crisi di liquidità del settore.

Nelle nuove linee guida emesse a dicembre ma pubblicate solo ora, le authority invitano le banche ad intensificare i prestiti alle società del mattone dopo due trimestri di rallentamenti. Inoltre, la banca centrale rinuncerà alle “linee rosse” sugli indicatori usati come requisiti essenziali per i presiti, come quello inerente alla leva finanziaria, utilizzati in precedenza per il consolidamento del settore.

3. Cripto e titoli meme

Le criptovalute si riprendono dei minimi di giornata dopo il tonfo del Bitcoin sotto i $41 mila, confermando un rapporto di correlazione diretta tra l’andamento degli asset di rischio e il corso delle valute digitali.

Al momento, il Bitcoin è in ribasso dell’1,3% a $42,450, l’Ethereum cede il 2,8% a $3.254, il Cardano registra il +2,9% a $1.240, mentre il Solana perde il 4,9% a $141,27.

Tra i titoli meme, GameStop (NYSE:GME) guadagna il 14% dopo il +23% nell’after market di ieri sull’indiscrezione del WSJ. Secondo il quotidiano, la società dei videogiochi starebbe per lanciare una propria piattaforma di scambi di token non fungibili, o NFT, per poi entrare in partnership con le diverse exchange di criptovalute.

4. Borse

In attesa delle buste paga non agricole Usa, indicatore chiave per capire se la Federal Reserve inasprirà o meno la politica monetaria, i futures indicano il Nasdaq 100 a +30 punti, il Dow Jones sulla parità, e lo S&P 500 a +5 punti.

In Europa azionario contrastato, con FTSE MIB in rialzo dello 0,1%, DAX in calo dello 0,5%, CAC 40 in calo dello 0,2% e Euro Stoxx 50 in calo dello 0,3%.

Si segnalano gli acquisti di STMicroelectronics (MI:STM) in testa all’indice di riferimento dei tecnologici europei dopo aver registrato ricavi trimestrali superiori alle attese. Le vendite per gli ultimi tre mesi del 2021 sono aumentate progressivamente dell’11,2%, arrivando a 3,56 miliardi di dollari, al di sopra delle previsioni della società di 3,40 miliardi di dollari. Le vendite dell’intero anno sono balzate del 24,9% a 12,76 miliardi di dollari, anch’esse superiori alle previsioni di ottobre 2021 del gruppo.

5. “Ordine” in Kazakistan

Putine e le forze alleate hanno aiutato il governo kazako a riprendere il controllo delle strade di Almaty e di altre città del Paese, con il presidente Tokayev che ha affermato che l’ordine costituzionale “è stato in gran parte ripristinato” dopo aver dato un ordine di “shoot to kill” sui manifestanti.

I disordini, che hanno portato la morte per decine di persone, sono state provocate dal forte rialzi dei prezzi energetici salvo poi sfociare in una rabbia generalizzata per la politica, accusata di corruzione e repressione.

Intanto, i prezzi delle materie prime e metalli di cui il Kazakistan è ricco, come l’uranio, restano a prezzi elevanti. Sui timori per l’offerta, il Brent avanza a 82,88 dollari il barile, mentre il WTI sale a $80,25, con i due contratti che si preparano a chiudere la prima settimana dell’anno in rialzo quasi del 6,5% (prezzi ai massimi da fine novembre).

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