Economia

L’inflazione inizia a farsi sentire sui conti del quarto trimestre

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La stagione degli utili Usa non sta convincendo molto, almeno fino ad ora. Le grandi banche d’investimento come JPMorgan (NYSE:JPM) e Goldman Sachs (NYSE:GS), tra le prime ad aggiornare il mercato sui conti del quarto trimestre, hanno mancato le stime su alcuni indicatori (vedi Eps), evidenziando un aumento dei costi oltre le previsioni e margini di profitto poco convincenti.

In attesa delle big tech, con Netflix (NASDAQ:NFLX) che pubblicherà i conti dopo la chiusura odierna di Wall Street, ad eccezione di Bank of America (NYSE:BAC) i numeri delle banche d’affari hanno evidenziato come la spirale inflazionistica dei salari abbia raggiunto i bilanci delle società con forti aumenti delle spese, tanto che il Ceo di Goldman Sachs David Solomon è arrivato a dire che “l’ondata d’inflazione è ovunque”.

Per il team di equity strategy di JPMorgan (NYSE:JPM), il quarto trimestre 2021 “mette in dubbio la sostenibilità della ripresa degli utili, con particolare attenzione ai bilanci con margini di profitto troppo elevati, alla crescente pressione sui costi di input, e agli effetti base”.

In termini economici, l’ultimo trimestre dell’anno scorso ha visto un rafforzamento dell’attività rispetto all’estate, con PMI globali in rialzo, un rimbalzo della produzione industriale e un allentamento dei vari colli di bottiglia. D’altro canto, spiegano gli analisti, le aspettative di crescita dell’EPS di sono inferiori di quelle del terzo trimestre, creando un tradeoff favorevole”.

Restano, tuttavia, i timori sull’aumento dei costi di input, visto che i margini di profitto sono stati “molto forti durante il 2021, raggiungendo nuovi massimi negli Stati Uniti e in Europa”. “La differenza tra le intenzioni delle società di aumentare i prezzi e le intenzioni ad aumentare i salari rimane elevato”, spiegano dalla banca d’affari, ma precisano che “se la crescita dei salari può rappresentare un rischio, può anche portare ad una crescita dei ricavi delle imprese”.

Inoltre, sottolineano, “è improbabile che la pressione sui costi di input peggiori nel corso del nuovo anno, soprattutto perché i problemi legati alle catene di approvvigionamento e il picco dei prezzi dell’energia sembrano in fase calante”.

A livello settoriale, per la banca Usa saranno i ciclici a fornire una crescita dell’EPS più forte rispetto ai difensivi. “È interessante – evidenziao gli esperti – che il consenso è molto cauto su finanziari e materiali, con proiezioni di crescita dell’EPS più basse rispetto alla media”. Mentre i settori bancario e minerario, sui quali JPMorgan (NYSE:JPM) conferma l’OverWeight, “hanno mostrato i beta più positivi in rapporto alla crescita del PIL”.

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