Economia

Perché le infrastrutture sono tornate sull’agenda dei mercati

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Le infrastrutture quotate, una asset class tradizionale che post-COVID ha suscitato un rinnovato interesse da parte degli investitori. Euromobiliare SGR propone una soluzione per cogliere le opportunità di questo trend
Per lungo tempo le infrastrutture quotate in Borsa sono state semplicemente considerate un mix tra asset difensivi isolati dal ciclo economico (si pensi ad esempio alle utilities di distribuzione del gas e dell’energia elettrica) e asset a consumo esposti al ciclo economico (le cosiddette infrastrutture dei trasporti). Si trattava comunque di investimenti a volatilità relativamente ridotta, in grado di offrire dividendi attraenti e soprattutto stabili.
La crisi COVID ha determinato una svolta nella percezione degli investitori. Non soltanto business considerati fino al 2020 affidabili e prevedibili, come i porti e gli aeroporti, hanno subito un blocco senza precedenti; parallelamente si è affermata la centralità per lo sviluppo economico delle autostrade digitali e dei network logistici, fino ad allora neppure considerati nel novero delle infrastrutture in senso stretto.

I TREND DI LUNGO PERIODO DELL’ECONOMIA GLOBALE E L’INFRASTRUCTURE GAP
È ormai evidente che le infrastrutture non siano più soltanto un investimento “di nicchia” e stiano invece diventando protagoniste dei principali trend di lungo periodo, che saranno determinanti per lo sviluppo dell’economia e della nostra società nei prossimi anni, ossia:

● l’economia sostenibile e la Green Revolution;
● la digitalizzazione e l’importanza crescente delle infrastrutture digitali ed intangibili come le fibre ottiche ed i sistemi di pagamento;
● i cambiamenti demografici legati all’invecchiamento della popolazione ed i bisogni conseguenti;
● la logistica come elemento chiave per garantire le forniture delle aziende e la distribuzione dei loro prodotti in un contesto di globalizzazione.

A fronte di questa nuova consapevolezza, dobbiamo riconoscere che le principali economie del mondo evidenziano un gap infrastrutturale stimato in oltre 15.000 miliardi di dollari, le cui cause vanno ricercate nelle politiche di austerità fiscale varate nell’ultimo ventennio.
L’aspettativa generale è che questo gap sia destinato a ridursi nei prossimi anni, con il contributo determinante del settore pubblico che ha svoltato verso l’espansione fiscale e delle aziende private impegnate nella Green Revolution. Da questo punto di vista il percorso verso l’economia sostenibile non sarà lineare, ma le infrastrutture saranno la chiave di volta se si vogliono raggiungere i Social Development Goals delle Nazioni Unite per l’accesso universale all’acqua potabile, dell’energia elettrica ed alla sanità. Ad essi si aggiunge poi l’incipiente digitalizzazione dei principali settori economici.

FLUSSI ATTESI E GESTIONE DI PORTAFOGLIO
Gli investimenti finanziari nel settore sono quindi in pieno boom. Nei mercati privati (infrastrutture non quotate) il capitale impegnato nei fondi dedicati ha ormai superato 700 miliardi di dollari. Ma anche le infrastrutture quotate stanno beneficiando di un nuovo interesse, con una crescita esponenziale di settori innovativi quali i trasporti alternativi ed il social housing (case di cura e residenze per studenti). Questo trend è destinato a proseguire: un sondaggio svolto tra investitori professionali nel giugno 2021 ha infatti evidenziato come il 60% di essi abbia intenzione di incrementare ulteriormente l’allocazione del portafoglio alle infrastrutture (Fonte: Preqin Investor Outlook H2 2021).

All’interno di un portafoglio diversificato, le infrastrutture quotate possono offrire un contributo importante, proprio in forza delle loro caratteristiche intrinseche. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di asset che operano in regime monopolistico e presentano flussi di cassa prevedibili anche su orizzonti temporali molto lunghi. Inoltre le infrastrutture tendono a rappresentare servizi essenziali per il cittadino, il cui utilizzo è poco sensibile a variazioni di prezzo, per cui offrono una buona protezione dall’inflazione.

COGLIERE LE OPPORTUNITÀ
A questi punti di forza dell’asset class si è aggiunta negli ultimi anni la nuova consapevolezza degli investitori privati, che si muovono sulla scorta dei piani di espansione fiscale dei principali governi e della Green Revolution.
Euromobiliare A.M. SGR ha lanciato di recente Euromobiliare Next Generation ESG, un prodotto azionario flessibile che investe in imprese e settori che, beneficiando degli interventi fiscali dei governi, contribuiscono alla costruzione di un futuro sostenibile per le prossime generazioni. Per il fondo, che investe sui mercati azionari globali, le infrastrutture rappresentano una importante area di investimento, ove gli investimenti vengono compiuti avendo un particolare riguardo alla sostenibilità ambientale.

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