Economia

Si avvicina la stretta monetaria Fed, ecco le reazioni sui mercati

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Investing.com – Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha fatto intendere, con dettagli inaspettati, che una riduzione degli acquisti d’interesse avverrà, probabilmente, entro la fine dell’anno per poi concludersi a metà del 2022, con aumento dei tassi d’interesse più vicino del previsto.

Già nel comunicato diffuso dopo la riunione, il Fomc ha precisato come 120 miliardi di dollari mensili vengono al momento confermati ma l’economia “ha compiuto progressi importanti”, e se i progressi continueranno come previsto “potrebbe presto essere giustificata una moderazione nel ritmo degli acquisti di attività”.

I nuovi dot plot (i “puntini” con la quale si leggono le intenzioni dei membri del Fomc) hanno mostrato come un aumento dei tassi d’interesse sui federal potrebbe arrivare prima del previsto, cioè l’anno prossimo. Nel 2022, infatti, viene indicato come il tasso mediano sui fed funds potrebbe attestarsi allo 0,3% dallo 0,1% indicato dopo il meeting di giugno.

Per il 2024 (prima proiezione), viene suggerito un tasso mediano sui fondi federali dell’1,8% entro la fine di quell’anno, mentre la stima mediana per il 2023 è salita all’1%, dallo 0,6% nella proiezione di giugno.

Ecco come stanno reagendo i diversi mercati finanziari dopo il meeting della banca centrale Usa:

Mercati azionari

Wall Street ha reagito positivamente alla sera targata Fed, segno di come i mercati stessero aspettando maggiori dettagli sul calendario della banca. Spiccano le chiusure dell’S&P 500 (0,9%), NASDAQ Composite (1%) e Dow Jones (1%). Positivi anche i futures per la seduta odierna, con S&P in rialzo di 34 punti, Nasdaq 100 in aumento di 120 punti, e +250 punti per il Dow.

Con China Evergrande (HK:3333) che è rimbalzata al +15%, segno negativo anche sui principali indici asiatici, dove l’Hang Seng ha guadagnato l’1,2% e lo Shanghai Composite lo 0,4%.

In Europa, nonostante le ultime indagini PMI, ampi acquisti sui listini: DAX (+1,1%), CAC 40 (+1,1%), FTSE MIB (+1,1%), ed Euro Stoxx 50 (+1,2%).

Dollaro

Il greenback è stato il vincitore nei primi minuti che hanno seguito la decisione della Fed, arrivando in area di 93,5, per poi tornare a 93,2 sull’onda della propensione al rischio. Per Jeffrey Halley, analista di Oanda, “sembra che il dollaro sia l’asset preferito per esprimere le prospettive su tapering della Fed, e non azioni o obbligazioni”.

Tra le major, l’EUR/USD avanza 0,4% a 1,1728 dopo le vendite durante la notte prima, mentre il GBP/USD è in rialzo dello 0,3% 1,3671. A livello tecnico, il fallimento di 1.1680 su EUR/USD “segnalerà un test di 1,1600”, con il break out di questo livello che “segnalerà una mossa verso 1,13”. “Il Cable GBP/USD sembra tracciare una formazione testa e spalle, e una rottura di 1,36 potrebbe portare a 1,32”, per Halley.

Obbligazioni

Andamento altalenante anche per i Treasury, con il decennale in ribasso sceso fino ad un rendimento dell’1,3% e ora in rialzo dell’1,2% all’1,346%. Ampi acquisti anche nella parte bassa della curva dopo un iniziale appiattimento. Il titolo ad un anno è in rialzo del 7% allo 0,081%.

Nell’ultima settimana, è stato registrato un aumento della volatilità sul mercato obbligazionario Usa, con il Move Index in rialzo del 4% negli ultimi 5 giorni e ora in ribasso del 5% a 55,92.

Lingotto

Gli acquisti sul dollaro e il rally di Evergrande ad Hong Kong hanno spinto al ribasso i movimenti dell’oro, ora in calo dello 0,5% a $ 1.770,00. Secondo l’esperto di Onda, “il rialzo dell’oro questa settimana si esaurirà in area $1.790,00 l’oncia, con $ 1.740,00 l’oncia che diventerà il nuovo il sottostante”.

“Il rialzo odierno di Evergrande darà solo una tregua temporanea agli investitori long sul lungo termine”, ha aggiunto.

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