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Turchia, inflazione balza del 36% in crisi lira, massimo da 2002

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A dicembre in Turchia l’inflazione su base annua è balzata del 36,08% ai massimi dal settembre 2022, superando di gran lunga le attese.

È quanto emerso dai dati a cura dell’istituto nazionale di statistica, che riflettono il crollo valutario della lira degli ultimi mesi dello scorso anno.

Su base congiunturale i prezzi al consumo sono aumentati del 13,58%, secondo il Turkish Statistical Institute, a fronte di un +9% emerso dalle previsioni di un sondaggio Reuters. Le attese relative alla crescita dell’inflazione su base annua erano pari a 30,6%.

Lo scorso anno la lira ha perso il 44% del proprio valore dopo mesi di novembre e dicembre particolarmente volatili.

A dicembre l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto del 19,08% su mese, portando a segno un +79,89% su base tendenziale, come emerge dai dati, che riflettono l’aumento dei prezzi all’import dovuto al crollo valutario.

Si tratta della lettura più alta dei prezzi al consumo dal 37,0% registrato nel settembre 2002, prima che il partito Ak del presidente Tayyip Erdogan salisse al potere per la prima volta a novembre di quell’anno. Le previsioni degli economisti si attestavano tra 26,4% e il 37,3%.

I prezzi al consumo sono stati trascinati al rialzo dai costi dei trasporti, aumentati del 53,66% su anno, mentre i prezzi di cibo e bevande sono balzati del 43,8%.

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