Lavori di ristrutturazione della statua con il simbolo dell'Euro davanti alla sede della Banca centrale europea (Bce) a Francoforte. 6 dicembre 2011 REUTERS/Ralph Orlowski
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Zona euro, servizi in calo a febbraio, manifattura ai massimi di 3 anni – Pmi

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L’attività delle imprese nella zona euro si è contratta nuovamente a febbraio, a causa dell’impatto delle misure di contenimento della pandemia sul dominante settore dei servizi del blocco, nonostante il miglior mese in tre anni per le fabbriche.

È quanto emerge dagli indici Pmi flash pubblicati da Ihs Markit.

Con un numero quotidiano di infezioni ancora alto, i governi hanno incoraggiato i cittadini a restare a casa e a chiudere buona parte del settore dell’ospitalità del continente, mentre gli stabilimenti sono rimasti generalmente aperti.

Il Pmi composito flash, considerato un valido indicatore della salute economica del blocco, si è avvicinato alla soglia dei 50, che separa la crescita dalla contrazione, attestandosi a febbraio a 48,1 da 47,8 di gennaio. Un sondaggio Reuters aveva indicato 48.

Tuttavia, parte di quest’attività è legata al completamento di vecchi ordini. L’indice dei backlog è calato a 47,9 da 49.

“Le costanti misure di lockdown contro il Covid-19 hanno inflitto un ulteriore danno al settore dei servizi della zona euro a febbraio, rendendo sempre più probabile un calo del Pil nel primo trimestre”, ha detto Chris Williamson di Ihs Markit.

L’economia della zona euro è in doppia recessione, secondo un sondaggio di economisti condotto la settimana scorsa da Reuters, che mostra rischi sempre più tendenti al ribasso con un outlook già debole.

Il Pmi per i servizi è calato a 44,7 da 45,4 rilevato a gennaio, ben inferiore alla stima media di un sondaggio Reuters, di 45,9.

Tuttavia, con l’accelerazione dei programmi di vaccinazione che alimenta le speranze per un potenziale ritorno alla normalità, l’ottimismo per l’anno è migliorato drasticamente. L’indice delle attese per il settore dei servizi è avanzato ai massimi da aprile 2018.

“Assumendo che la distribuzione dei vaccini possa stimolare la crescita nel settore dei servizi di pari passo con un solido settore manifatturiero, la seconda metà dell’anno dovrebbe vedere l’inizio di una robusta ripresa”, secondo Williamson.

La forte domanda per i prodotti manifatturieri ha spinto il Pmi manifatturiero a 57,7 da 54,8, ai massimi da febbraio 2018 e ben al di sopra delle stime incluse in un sondaggio Reuters, che indicavano 54,3. L’indice della produzione, che contribuisce al Pmi composito, è balzato a 57,5 da 54,6.

Anche l’indice dei nuovi ordini ha visto un’impennata e gli stabilimenti hanno assunto personale aggiuntivo per la prima volta in quasi due anni. L’indice dell’occupazione è avanzato a 50,9 da 49,4.

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